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Grana Padano DOP: simbolo della Lombardia nel mondo

Aggiornamento: 30 ott

Grana Padano DOP: simbolo della Lombardia nel mondo
Grana Padano DOP: orgoglio lombardo

Introduzione

C’è un suono che racconta un secolo di pazienza: il toc del martelletto sulla crosta.


In quell’istante, il casaro “ascolta” la pasta e decide il destino di una ruota.


Il Grana Padano DOP è questo: un’idea semplice (conservare il latte nel tempo) diventata cultura gastronomica.


Pochi ingredienti, gesti antichi, tecnica moderna: un formaggio che sa essere quotidiano e, insieme, oggetto di degustazione.


Nel piatto porta calore di cucina, nel calice chiama vini e stagioni. E invita a una domanda: “perché non portarne a casa un pezzo adesso?”.


2) Provenienza

Il cuore pulsante è la Lombardia (Cremona, Mantova, Brescia, Lodi, Milano…), ma la DOP abbraccia un areale più ampio della Pianura Padana: porzioni di Piemonte, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna. È un paesaggio di fiumi(Po, Mincio, Adda), stalle efficienti e caseifici dove l’umidità delle grandi sale di stagionatura è parte del sapore. Ogni provincia aggiunge un “dialetto” aromatico: il bello del Grana Padano è proprio la sua identità territoriale pluraledentro regole comuni.

Ingredienti

Ricetta essenziale e trasparente:

  • Latte vaccino crudo parzialmente scremato per affioramento (munto nelle 24 ore);

  • Caglio (prevalentemente di vitello);

  • Sale.Stop. Nessun additivo. La differenza la fanno freschezza del latte, alimentazione delle bovine e conduzione della stagionatura.


Tecnica e Tipologia di Produzione

  • Cottura e rottura: in caldaie di rame a campana il latte affiorato viene scaldato, coagulato e rotto finemente(“grana” = chicco di riso).

  • Estrazione e formatura: la massa caseosa (la “culla”) si divide in due gemelli, fasciati e marchiati con la fascera a puntini.

  • Salamoia: immersione in acqua satura di sale per ~14–25 giorni (secondo dimensione e protocollo del caseificio).

  • Stagionatura: su assi di legno con rivoltamenti periodici. Minimo 9 mesi; frequenti le selezioni 12–16, oltre 16e le “Riserva” (oltre 20 mesi).

  • Selezione: battitura a martelletto e sonda; solo le forme conformi mantengono i marchi DOP.Con l’età compaiono i cristalli di tirosina (non sale): micro-scintille di sapore e croccantezza, segno di proteolisi avanzata.


Diffusione

È tra le DOP più prodotte e conosciute al mondo. In Italia è onnipresente (cucina di casa, ristorazione, gastronomia), all’estero è ambasciatore della via padana al formaggio duro: grande affidabilità, prezzo accessibile nella fascia base, nicchie da degustazione nelle selezioni “Riserva” e “di montagna”.


Abbinamenti consigliati

  • Crudo al tagliere: scaglie spesse con pera Abate o miele di castagno, mostarda cremonese, noci.

  • Cucina:

    • Risotti (zucca, funghi, radicchio tardivo): mantecatura setosa e sapore netto;

    • Chips di Grana Padano (sfoglie sottili al forno, 6–8 minuti a 180 °C) per aperitivi;

    • Gnocchi burro-salvia rifiniti con scaglie;

    • Verdure arrosto (finocchi, cavolfiore) gratinate.

  • Vini: Lugana o Curtefranca Bianco per sapidità e cremosità; Bonarda frizzante (Croatina) se si cercano rossi sbarazzini; per “Riserva” 24+ mesi, ottimi Valtellina Superiore o spumanti Metodo Classico Brut.

  • Servizio: 18–20 °C; si sfoglia con coltello a mandorla (non si sega).


Note di degustazione

  • 9–12 mesi: lattico cremoso (panna, yogurt), burro, crosta di pane; sale fine e chiusura dolce-sapida.

  • 16–20 mesi: noce, brodo, erbe secche, maggiore granulosità; sapidità più marcata e persistenza più lunga.

  • 24–30+ mesi (Riserva): frutta secca tostata, fieno, note di cuoio e brodo ricco; cristalli di tirosina ben percepibili, equilibrio asciutto e lunghissima persistenza.


Curiosità

  • “Non esiste il Grana Padano, ma molti Grana Padano”: latte, stagione, provincia e stagionatura costruiscono una tavolozza di sfumature sotto un unico disciplinare.

  • Il martelletto non è folklore: i selezionatori riconoscono occhiature anomale e difetti dal suono.

  • Il Trentingrana è Grana Padano di montagna: stessa DOP, timbro aromatico più “alto” (erbe e fiori secchi) per microclima e foraggi.

  • Le ruote “fuori taglia” (più grandi) sono rare ma ricercate: spesso custodiscono complessità superiori in scaglia.


Dati tecnici

  • Denominazione: Grana Padano DOP (formaggio a pasta dura, semicotta).

  • Latte: vaccino crudo parzialmente scremato per affioramento.

  • Forma: cilindrica; diametro ~35–45 cm, scalzo ~18–25 cm; peso medio ~34–38 kg (valori indicativi).

  • Sale: salamoia statica o dinamica.

  • Stagionatura: ≥9 mesi; categorie commerciali frequenti: 9–16, oltre 16, Riserva (oltre 20).

  • Crostazione: marchiatura a puntini “GRANA PADANO” + ovale DOP; crosta naturale non edibile.

  • Conservazione domestica: carta formaggi o pellicola microforata; evitare sottovuoto prolungato (smorza il naso).


Tabella riassuntiva

Voce

Sintesi

Zona DOP

Lombardia centrale + aree di Piemonte, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna

Ingredienti

Latte crudo p.s., caglio, sale

Tecnologia

Pasta semicotta; rottura fine; salamoia 14–25 gg; stagionatura ≥9 mesi

Selezione

Battitura a martelletto; mantenimento marchi solo se conforme

Stili di maturazione

9–16 m; oltre 16 m; Riserva oltre 20 m

Profilo sensoriale

Da panna/burro a noce/fieno/brodo; tirosina 24+ m

Abbinamenti

Scaglie con pere/miele/mostarda; risotti; chips; gnocchi

Vini ideali

Lugana/Curtefranca; Bonarda frizzante; Metodo Classico; Valtellina Sup. per “Riserva”

Servizio

18–20 °C; sfogliare con coltello a mandorla

Forma/peso

Ø 35–45 cm; h 18–25 cm; ~34–38 kg

Note e Consigli dietetici

Quadro nutrizionale (100 g – valori medi indicativi)

Energia 380–400 kcal · Proteine 32–33 g · Grassi 28–29 g (di cui saturi ~18–19 g) · Carboidrati ~0 g · Sale 1.5–1.7 g · Calcio ~1,100–1,200 mg · Fosforo ~650–700 mg · Vit. B12 ~1.5–2.0 µg · Colesterolo ~90–100 mg.(I valori possono variare per lotto e stagionatura.)

Porzioni intelligenti (e come usarle)

  • Come condimento: 20–30 g grattugiati/mantecati a porzione (risotto, zuppe, verdure) aggiungono sapore e proteine con impatto calorico moderato.

  • Come secondo piatto: 40–50 g in scaglie con insalata/verdure + una fonte di carboidrati integrali (pane o cereali) compongono un pasto rapido, equilibrato e ricco di calcio.

  • Snack proteico: 20 g con un frutto o crudité quando serve sazietà “pulita”.

Lattosio, galattosio e digestione

  • Il Grana Padano, per stagionatura e fermentazioni, è naturalmente privo di lattosio (residuo trascurabile) ed è in genere tollerato dagli intolleranti al lattosio.

  • Il contenuto di galattosio è molto basso: spesso compatibile anche con diete a basso galattosio (valutare con il proprio specialista).

  • La stagionatura favorisce una buona digeribilità proteica; chi è sensibile alle amine biogene (istamina) consideri che i formaggi stagionati possono scatenare sintomi: prudenza in caso di intolleranza all’istamina o emicrania recidivante.

Sale, grassi e colesterolo: come bilanciarli

  • Il contenuto di sale è medio–alto (≈1.5–1.7 g/100 g): in caso di ipertensione o dieta iposodica, limitare le quantità e preferire l’uso come condimento (20–30 g) invece del consumo “a scaglie” frequente.

  • I grassi saturi sono significativi: bilanciare la giornata con olio EVO, pesce azzurro e frutta secca (profilo lipidico favorevole).

  • Il colesterolo è paragonabile ad altri formaggi stagionati: utile distribuirne l’assunzione nella settimana (2–3 volte) e non quotidianamente in porzioni abbondanti.

Plus funzionali

  • Calcio “biodisponibile” molto alto: 30 g coprono ~⅓ del fabbisogno giornaliero di un adulto; ottimo per ossa e denti (adolescenza, menopausa, terza età).

  • Proteine complete: utile in diete sportive e ipocaloriche come “booster” di sazietà su verdure e cereali integrali.

  • Vitamina B12 e fosforo contribuiscono a metabolismo energetico e funzione neurologica.

  • Naturalmente senza glutine.

Gravidanza e sicurezza

  • Pur essendo ottenuto da latte crudo, la pasta dura, la cottura della cagliata e la lunga stagionatura (≥9 mesi)riducono drasticamente i rischi microbiologici; i formaggi duri stagionati come il Grana Padano sono generalmente considerati sicuri in gravidanza. Restano valide le norme igieniche domestiche (conservazione corretta, evitare croste sporche/danneggiate).

Strategie “mediterranee” per ogni giorno

  • Pasto smart: insalatona di verdure amare + farro/orzo + 30 g di Grana a scaglie + olio EVO = piatto unico completo.

  • Comfort leggero: crema di zucca con 20 g grattugiati + semi di zucca tostati.

  • Post-workout: 20–25 g con pane integrale e pomodori/verdure: recupero rapido di proteine, sali e gusto.

Conservazione che salva qualità e nutrienti

  • Avvolgere in carta formaggi o pellicola microforata, riporre nella parte meno fredda del frigo; evitare il sottovuoto prolungato (smorza profumi).

  • Porzionare in blocchetti da 100–150 g: si spreca meno e si controllano meglio le porzioni.

Avvertenza: indicazioni a scopo informativo, non sostituiscono il parere del medico/nutrizionista; personalizzare in presenza di condizioni cliniche (ipertensione, dislipidemie, allergie/istamina).

Conclusione

È buono grattugiato, certo.


Ma il Grana Padano merita la scaglia: provate tre età affiancate (12–18–24+) con pera e mostarda, poi scegliete quella che vi parla di più.


Se cercate la morbidezza quotidiana, andate sul 9–12 mesi; se volete complessità da degustazione, puntate su una “Riserva” oltre i 20 mesi.


Aggiungilo ora al carrello: una punta per la settimana (risotti, verdure, chips) e una selezione Riserva per il weekend. Il banco di casa diventerà la tua sala di degustazione.


Fonti

  • Disciplinare di produzione Grana Padano DOP – perimetratura dell’area, ingredienti ammessi, minimi di stagionatura, marchi e metodi di controllo (consultato per i riferimenti normativi puntuali).

  • Consorzio Tutela Grana Padano – schede tecniche su latte parzialmente scremato per affioramento, salamoia, dimensioni indicative della forma, categorie commerciali “oltre 16” e “Riserva 20+” e procedure di selezione con martelletto.

  • ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) – descrittori sensoriali per fasce di maturazione, riconoscimento della tirosina come indicatore di maturità, buone pratiche di servizio.

  • Letteratura di tecnologia casearia (manuali universitari, appunti professionali) – correlazione tra proteolisi/stagionatura e comparsa dei cristalli, effetto del microclima delle sale di stagionatura sul profilo aromatico.

  • Schede di selezionatori e stagionatori (botteghe storiche della Pianura) – range realistici di peso/diametro/scalzo, differenze tra lotti “di pianura” e “di montagna”, impatto della gestione dell’umidità sulla crosta (dati incrociati e degustazioni comparative).

Nota di trasparenza: alcune consuetudini commerciali (es. nomenclature esatte usate in etichetta per “oltre 16/20”) possono variare per politiche di singoli consorziati o aggiornamenti periodici; ho riportato le prassi più diffuse e verificabili presso Consorzio/disciplinare.









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