Gorgonzola DOP: sapore lombardo e segreti di un mito caseario
- lucianimarco

- 17 ott
- Tempo di lettura: 4 min

Cremoso ma capace di graffiare con eleganza, il Gorgonzola DOP è uno di quei formaggi che non si dimenticano: una pasta che si apre al coltello, vene blu-verdi che raccontano il lavoro dell’uomo e dell’aria, profumi che vanno dalla panna acida al sottobosco.
È un simbolo lombardo diventato patrimonio europeo, amatissimo nelle cucine di casa e nei piccoli negozi gourmet che cercano autenticità e carattere.
Provenienza
La sua culla sono Lombardia e Piemonte: una zona DOP precisa che include, tra le altre, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Milano, Pavia, Novara, Vercelli e comuni dell’Alessandrino.
Un territorio di stalle efficienti, pianure irrigue e cantine umide dove il latte vaccino trova l’ambiente ideale per trasformarsi in erborinato.
Qui il Gorgonzola nasce, matura e prende accento, provincia per provincia.
Ingredienti
Ricetta essenziale: latte vaccino intero pastorizzato, caglio e colture selezionate responsabili dell’erborinatura (Penicillium).
La semplicità degli ingredienti è ingannevole: a fare la differenza sono latte e ambiente di stagionatura, che modulano profumi e cremosità.
Tipologia di Produzione
È un erborinato a pasta cruda e molle. Dopo la formatura, le forme riposano in celle umide; la foratura introduce ossigeno e attiva le venature blu-verdi. Due stili storici:
Dolce: più cremoso, maturazione generalmente più breve;
Piccante: più asciutto, friabile, intensa spinta aromatica.Le tempistiche variano per stile e caseificio, ma la filiera DOP impone maturazioni minime e procedure rigorose, con versioni che possono spingersi a stagionature ben più lunghe nelle selezioni di punta.
Diffusione
È tra i formaggi DOP italiani più esportati: un ambasciatore vero, con domanda costante in Italia e all’estero e volumi in crescita negli ultimi anni (dati consortili e camerali).
Non è solo un’icona domestica: è presenza stabile in carte, gastronomie e mercati internazionali.
Abbinamenti
Classici intelligenti: miele (castagno se volete contrasto, tiglio se cercate dolcezza), mostarde e noci.A tavola: risotti mantecati (radicchio, pere, zucca), polente morbide, gnocchi burro-salvia con briciole di Gorgonzola piccante.
Nel calice: bianchi morbidi e sapidi (Lugana, Curtefranca), metodo classico brut per pulire, oppure passiti misurati (Moscato di Scanzo) con il piccante.
Servitelo 10–12 °C: la crema si distende e l’aroma si fa leggibile senza eccessi.
Note di degustazione
Dolce: attacco cremoso (panna, yogurt), lieve lattico, erbe fini, chiusura dolce-sapida che invita al secondo assaggio.
Piccante: struttura più asciutta, sale calibrato, frutta secca tostata, pepe bianco, una punta “animale nobile” che resta elegante.Al naso riconoscerete crosta di pane, panna acida, fungo di sottobosco; in bocca, l’equilibrio tra dolcezza, sapidità e l’inconfondibile vena blu.
Curiosità
La tradizione popolare vuole che il Gorgonzola sia nato da una distrazione d’amore: un casaro, rapito dai sentimenti, avrebbe unito due cagliate di momenti diversi, creando le prime venature “miracolose”.
Leggenda o no, la storia rende bene l’idea di quanto l’imprevisto e la manualità abbiano guidato la nascita di questo mito.
Oggi l’erborinatura è governata con competenza, ma quel racconto continua a sedurre i golosi di mezzo mondo.
Dati tecnici
Categoria: formaggio erborinato a pasta cruda, molle (DOP).
Latte: vaccino intero pastorizzato.
Forme: cilindriche; peso medio 10–13 kg, diametro 20–32 cm, scalzo minimo ~13 cm (variabili per stile e produttore).
Stagionature indicative: Dolce da ~50–60 giorni; Piccante spesso da ~80–90 giorni o oltre (secondo selezione).
Crostazione: sottile, tendenzialmente biancastra con fioriture.
Ambiente di maturazione: celle ad alta umidità controllata.
Tabella riassuntiva
Voce | Sintesi |
Zona DOP | Lombardia & Piemonte (province tra cui BG, BS, CO, CR, MI, PV, NO, VC + comuni AL) |
Ingredienti | Latte vaccino intero pastorizzato, caglio, colture per erborinatura |
Tecnologia | Erborinato, pasta cruda/molle; foratura e stagionatura in celle umide |
Stili | Dolce (cremoso), Piccante (più asciutto e intenso) |
Stagionature tipiche | Dolce ~50–60 gg; Piccante ~80–90 gg (o oltre) |
Forma/Peso | Cilindrica; 10–13 kg medi; diametro 20–32 cm |
Profilo sensoriale | Panna/yogurt → frutta secca/pepe; venature blu-verdi, finale sapido |
Abbinamenti | Miele, mostarde, noci; risotti, polenta, gnocchi |
Servizio | 10–12 °C; porzioni piccole per il piccante |
Mercati | Domanda stabile in Italia, export in crescita |
Conclusione
Il Gorgonzola DOP è un piccolo spettacolo di equilibrio: latte selezionato, aria che entra a colpi di spiedo, muffe che disegnano mappe nella pasta.
Dolce quando serve accoglienza, piccante quando si cerca profondità: due anime che convivono nello stesso mito.
Apritene una fetta, lasciatela scaldare pochi minuti, portatela vicino al naso: quell’insieme di crema, pane e bosco è l’invito più convincente a degustarlo.
E, una volta assaggiato, è naturale volerlo portare a casa per la cena, per un risotto domenicale, per un plateau che fa parlare gli ospiti.
Fonti
Disciplinare Ufficiale Gorgonzola DOP – perimetro DOP, tecnologia, latte richiesto: il riferimento primario quando servono certezze. Gorgonzola DOP
ONAF – Disciplinare & schede tecniche – dettagli su aree autorizzate, stili e stagionature minime del piccante/dolce. Ottimo per incrociare i dati normativi. onaf.it+1
Consorzio Gorgonzola – mappa zone e note storiche – per la geografia attuale e il racconto della leggenda del casaro innamorato. Gorgonzola DOP+1
Guffanti 1876 – schede di selezione – pesi, dimensioni, pratiche di salatura e stagionamenti reali da bottega. Fonte preziosa “di banco”. Guffanti formaggi+1
IGOR – processo produttivo – tempistiche tipiche di stagionatura in stabilimenti moderni e passaggi di finissaggio. igorgorgonzola.com
Dati export (Consorzio & Camere di commercio) – per capire ritmo e direzioni delle vendite internazionali più recenti. Gorgonzola DOP+1




Commenti